L’immobile acquistato all’asta è “purgato”

Acquistare un immobile all’asta si può rivelare un vero e proprio affare se si adottano alcuni accorgimenti.

E’ pertanto consigliabile affidarsi ad un professionista che conosca la procedura e sappia leggere le carte proprio al fine di poter valutare la convenienza o meno dell’operazione.

Il primo passo da fare per una corretta valutazione è quello di leggere attentamente la relazione peritale redatta dal c.t.u. incaricato dal Giudice in cui vengono illustrate dettagliatamente le caratteristiche e lo stato dell’immobile al fine di conoscere le reali condizioni del bene.

Non ci si deve spaventare se dalla perizia emerge la presenza di ipoteche o pignoramenti sull’immobile.

Una volta aggiudicato l’immobile, infatti la legge prevede che attraverso il decreto di trasferimento dell’immobile, il Giudice ordini la cancellazione delle trascrizioni dei pignoramenti e delle iscrizioni ipotecarie.

La norma, precisamente l’art 586 c.p.c. ha un vero effetto purgativo sull’immobile: l’acquirente acquista dunque il bene libero da gravami.

Attenzione però al caso in cui sull’immobile insistano diritti reali di terzi, come ad esempio l’usufrutto, oppure all’ipotesi in cui il bene sia assegnato al coniuge qualora l’assegnazione sia opponibile a terzi.

In questi ultimi casi, la norma citata non spiega i suoi effetti ed il permanere di questi “pesi” sull’immobile ne impedisce all’acquirente la piena disponibilità.

Per questo motivo diventa ancor più importante una attenta lettura della perizia e se del caso l’affidamento ad un professionista che tratti la materia.

 

Valentina Grippo